Mansheyya Nasr – Garbage City

Actors in the Informal Recycling Economy

At the beginning of the 20th century a group of immigrants, originally from an oasis called Dakhla, settled in the outskirts of Cairo. This comunity named Wayiha (men from the oasis) had the exclusive job of gathering and disposing of the garbage produced by the megalopolis.

However, in the 30′ and 40’s, another group of informal garbage collectors appeared on the scene: the Zabaleens (Zibela, means garbage in egyptian). The economic crisis of that period forced many, mainly Christians, to move from the South of Egypt to Cairo. They settled in the area of Mansheyya, on the slopes of the Mokattam hill. Initially they use to gather organic waste to feed their pigs, which were their main source of livelihood. Further on, they started to take over the wayiha’s activity, even though the latter kept its role of intermediary.

Up until 1990, garbage collectors used to set out on donkey-pulled carts to individual residences in Cairo. From 1990 they began converting to mechanized trucks in response to an order by the Cairo Cleansing and Beautification Authority (CCBA) – an agency which was established in 1986 to provide overview to the various actors in the waste management system of the city and to provide services to hitherto unserviced low income neighborhoods. Despite the unavoidable process of modernization and the obstacles imposed by the authorities, the zabaleens were able to develop a very efficient system of waste management and recycling.

Many studies show that the Zabaleen can recover 80% of the the materials: plastic, organic waste, glass, paper, fabric… A very impressive percentage if compared to the public/private formal services which are able to recover only the 20% of the material.

Even though it’s clear that the Zabaleen are fundamental in the recycling process of Um al Dunya’s wastes, it must be said that they work in very inadequate conditions:

  • most of the families keeps the garbage in their own houses creating an unhealthy environment,
  • there is no attention to the processing of dangerous wastes such as the industrial and medical ones.
  • and last, but not least, there isn’t the slightest concern about environmental issues.

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Mansheyya Nasr puo’ essere considerata una delle aree piu’ importanti per il Cairo: e’  laddove avviene il riciclaggio e lo smaltimento dei rifiuti dell’intera megalopoli. Gli agenti informali di tale processo sono gli Zabaleen (zibela in egiziano significa spazzatura).
 
 
Agli inizi del 20simo secolo, un gruppo di immigrati, originari da un’oasi chiamata Daklha, si sono stanziata nella periferia del Cairo. Questa comunita’: i wayiha (sarebbe a dire gli uomini dell’oasi) si occupavano principalmente della raccolta della spazzatura del Cairo. Questa veniva raccolta, riutilizzata e venduta nuovamente.
 
 
Tuttavia, negli anni 30′ e 40′, apparve un altro gruppo di raccoglitori informali: gli Zabaleen. Quest’ultimi, in maggioranza Cristiani, colpiti dalla crisi economica di quegli anni, decisero di immigrare dall’Egitto meridionale verso il Cairo. Una volta arrivati a destinazione, si stanziarano nell’area di Mansheyya Nasr sulle pendici della collina Mokatam. Inizialmente si limitarono a raccogliere rifiuti organici cosi’ da poter sfamare i maiali, i quali erano la loro fonte di sostentamento principale. In un secondo momento, cominciarono ad assumere lo stesso ruolo degli Wahiya.
 
 
Fino al 1990, gli Zabaleen si recavano alle singole abitazioni per raccogliere la spazzatura con carretti trainati da asinelli. Ma dal 1990 in poi, i carretti furono vietati e sostituiti da camion mecanizzati voluti principalmente dall’agenzia CCBA (Cairo Cleansing and Beautification Authority). Nonostante l’inevitabile processo di modernizzazione e gli ostacoli imposti dalle istituzioni, gli Zabaleen sono stati in grado di sviluppare un sistema molto efficiente per il riciclaggio e smaltimento dei rifiuti. Molti studi hanno dimostrato che gli Zabaleen sono in grado di recuperare l’80% dei materiali: plastica, rifiuti organici, vetro, metallo, carta, tessuti… Un’ottima percentuale se la si paragona al lavoro svolto dagli agenti formali, pubblici e/o privati, i quali riescono a recuperare solo il 20% dei materiali.
 
 
E’ innegabile l’importanza di questo quartiere per Om al-Dunya, ma bisogna sottolineare il fatto che gli Zabaleen lavorano in condizioni inadeguate:
 
  • la maggiorparte delle famiglie raccolgono la spazzatura in casa creando un ambiente malsano,
  • non si fa attenzione al trattamento di sostanza tossiche, industriali o sanitari, pericolose per la salute umana,
  • ed infine, non ci si preoccupa minimanete delle conseguenze ambientali.
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