Elections in Egypt

E’ stata una giornata intensa questa. E domani me ne aspetta un’altra.

Faccio fatica a descrivere l’entusiasmo con cui gli Egiziani stanno affrontando queste prime, vere, elezioni. Molti si sono vestiti a festa, altri all’uscita del seggio si sono lasciati andare ad un sospiro di sollievo. Ho visto una donna che, subito dopo aver fatto il suo dovere, ha guardato verso il cielo e sussurato al-hamdullilah (grazie a Dio), un’altra mi ha fermato solo per farmi sapere che la sua scelta non e’ stata influenzata da nessuno e che e’ grata a tutti i martiti. Senza di loro, oggi, non potrebbe scegliere.

La maggiorparte mostra con fierezza il dito blu, segno che hanno votato.

Ho avuto una discussione molto interessante con Deena, la donna con il niqab, la quale alla mia domanda perche’ abbia fatto una tale scelta mi ha risposto che e’ stata una scelta presa 4 anni fa per assomigliare ad Hadija (la prima moglie di Mametto). Non e’ stata costretta ad indossarlo, e non giudica le donne che, come me, non portano ne’ il niqab ne’ l’hijab. E’ una questione di scelte.

E’ sicura che le cose cambieranno in Egitto, fondamentalmente perche’ non puo’ essere peggio di prima. E, se ci fosse la remota possibilita’ che lo possa essere, la gente sara’ pronta, ancora una volta, a scendere in strada perche’ non si ha piu’ paura di quello che si e’ sconfitto una volta. Sconfitto una volta, si puo’ sconfiggere di nuovo.

Si respira positivita’ e speranza nell’aria.

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